IL COMMISSARIO

NAVARRO

 

I "MULETS" DEL COMMISSARIO NAVARRO

 

 Il commissario Navarro è la risposta francese ai sempreverdi "serial" americani e alla recente popolarità di quelli tedeschi: storie metropolitane classiche, ma psicologia dei personaggi più curata e durata intorno ai 90 minuti, ogni episodio un vero e proprio film-TV.  

   L'ambientazione in una stazione di Polizia di un distretto parigino coi poliziotti che magari giocano al lotto o scommettono su un collega che gareggia in un incontro di boxe non presenta nulla di realmente innovativo. Anche la squadra che coadiuva Navarro nelle indagini, i "mulets" (muli) come vengono chiamati,  dal punto di vista professionale rientra nella routine del genere; le storie sono forse un po' più complesse del solito grazie al maggior tempo a disposizione dei soggettisti.

   Ma quello che veramente fa la differenza è la cura con la quale si è cercato di caratterizzare,dal punto di vista psicologico, poliziotti e vittime. Navarro ha, ad esempio, un'intensa vita affettiva: abbandonato dalla moglie senza un perché, si prende amorevolmente cura della figlia Yolande cercando di esserle il più possibile vicino, a scapito talvolta anche del lavoro; non ha relazioni sentimentali, ma solo una salda amicizia (forse da parte di lei qualcosa di più) con Ginou, che gestisce un ristorante-bar. E la sua ricerca dei colpevoli parte a volte da un coinvolgimento personale e comunque con diversi di loro instaura un colloquio che supera le barriere che la legge pone tra "sbirro" e delinquente. Niente a che vedere col convenzionale commissario capo Waltz, non molto acuto, burocrate ossessionato dalla carriera e dai superiori in cerca di risultati.

   Anche i suoi "mulets" trovano la loro ragion d'essere narrativa nella complementarità dei caratteri: il giovane Blomet, fresco di studi, è un timido preda di una madre affettuosamente oppressiva; al contrario Auquelin, dai limitati orizzonti culturali, è un dongiovanni incallito che cerca di "educare" Blomet; Barrada, sposato, è forse il "mulet" più vicino a Navarro: pronti entrambi a passar sopra a questioni di lavoro quando c'è di mezzo appunto il loro rapporto di amicizia; infine Bain-Marie, piuttosto defilato rispetto agli altri, testimonia, come uomo di colore, una riuscita integrazione razziale che in Francia, afflitta da problemi etnici con le immigrazioni africane, rimane invece una questione aperta.

   Col successo della serie c'è chi ha scomodato o scomoderà colleghi famosi: Maigret,  Derrick o Colombo.

E' solo il commissario Navarro, ma ha tutti i titoli per vivere di luce propria.

 

© Massimo Carloni e "Rocca"