MANUEL VÁZQUEZ MONTÁLBAN

   Anche se l'autore afferma che i suoi non sono romanzi gialli (evidentemente affiora la cattiva coscienza dell'intellettuale d'avanguardia convertitosi al romanzo di successo), egli in realtà usa coscientemente il modello del "giallo d'azione" per esprimere le sue opinioni sull'economia, la politica, la società spagnole contemporanee.

   Pepe Carvalho è un disincantato investigatore privato galiziano, ma residente a Barcellona, che non rinnega il suo passato burrascoso (da attivista del PCE ad agente della CIA). E' fedele al cliente ed ha i suoi bravi avversari, oltre che negli uomini dei servizi segreti di mezzo mondo, soprattutto in un poliziotto, l'ispettore Contreras, verso il quale nutre un'antipatia che si vena di coloriture ideologiche antifranchiste.

   Nelle sue indagini sesso e violenza sono ingredienti spesso presenti senza però che raggiungano mai i livelli di sadismo dei peggiori modelli americani. Ma sono due innocenti manie che definiscono il carattere del detective: l'amore per la buona tavola e l'avversione per i libri della sua biblioteca, usati regolarmente per accendere il caminetto. In realtà le due metafore del cibo e del fuoco sintetizzano l'ambiguo rapporto di amore/odio dell'autore nei confronti dell'esperienza culturale.

   Attorno a Pepe si muove un terzetto abbastanza curioso che ritorna in quasi tutti i romanzi del ciclo, anche se non incide in modo decisivo sull'inchiesta; rappresenta piuttosto una felice galleria di ritratti nei quali la filosofia della vita di Pepe Carvalho (e quella ideologico-letteraria di Vazquez Montalban) può trovare un'efficace espressione.

Charo è la ragazza-squillo con cui il detective ha una relazione, basata su un sentimento profondo e un rispetto reciproco su un piano di assoluta parità. Carvalho prova a convincere Charo a convivere con lui, ma la ragazza preferisce la sua indipendenza e il suo lavoro che svolge con una precisa coscienza del suo ruolo nella società e con una chiara "etica professionale".

   Biscuter, dal canto suo, è un ex compagno di carcere di Carvalho che si barcamena come assistente tuttofare. Ma è quel primo, inscindibile legame che garantisce la solidità del rapporto tra i due, visto che Biscuter, nell'esercizio delle sue mansioni, non brilla certo per il suo ingegno.    Bromuro, infine, è un informatore del detective e chiude idealmente il gruppo di personaggi che ruotano attorno a Carvalho: sono tutti, in qualche modo, emarginati, ma al tempo stesso, rappresentano in modo esemplare il degrado di quella società di cui Vazquez Montalban vuole portare alla luce le magagne nascoste.

Il ciclo di Pepe Carvalho si caratterizza per una ambientazione abbastanza varia anche se l'autore preferisce far muovere il detective nella sua Barcellona, una città per molti versi esemplare in questa Spagna contemporanea. Dietro la sua immagine brillante e cosmopolita si cela tutto un mondo segreto, sordido, che fatica ad emergere e che invece viene ricostruito con paziente e doloroso lavoro da certosino. L'avvento della democrazia ha fatto crescere una gran voglia di cambiare che si è purtroppo realizzata in progetti troppo spesso inquinati da una visione capitalistica rozza e speculatrice. E infatti il tema del mutamento violento della geografia urbana ritorna ossessivamente nei vari romanzi a dimostrazione che la transizione dalla dittatura alla democrazia non ha fatto che accelerare alcuni processi degenerativi già in atto durante la parentesi franchista.

   Ed è in questa visione pessimistica del "miracolo spagnolo" che va ricercata forse la novità del messaggio di Manuel Vazquez Montalban e il segreto del suo successo.