MIAMI VICE
I POLIZIOTTI "BENE" DELLA SQUADRA ANTIDROGA
Da diversi anni sugli schermi italiani, sia sulle reti Rai che su quelle Mediaset, si susseguono le repliche di Miami Vice. Squadra Antidroga, uno dei "serial" polizieschi di maggior seguito negli Stati Uniti e nel mondo.
I creatori di questa fortunatissima produzione hanno abilmente dosato tradizione e innovazione, mantenendo alcune caratteristiche strutturali insostituibili del giallo televisivo, ma al tempo stesso offrendo un'ambientazione decisamente nuova.
Al centro dell'azione due detective, incontratisi durante un'indagine su un pericoloso trafficante di droga, costretti dagli eventi a collaborare e divenuti infine inseparabili colleghi ed amici: Sonny Crockett, una ex promessa di football americano, separato con un figlio, sentimentalmente legato a Gina, agente nella stessa squadra antidroga di Miami; e Riccardo Tubbs, poliziotto a New York assieme al fratello Raphael, trasferitosi per l'indagine sulla morte di quest'ultimo a Miami dove poi rimane a far coppia con Sonny.
Attorno a loro un certo numero di colleghi dalla caratterizzazione abbastanza sommaria e il tenente Martin Castillo che guida con pugno sicuro la squadra, non disdegnando spesso di entrare in azione; e fin qui nulla di straordinario se si considera poi che opportunamente Crockett è un bianco anglosassone, Tubbs un nero e Castillo un bianco ispanoamericano quasi a voler rappresentare l'etnicamente eterogenea comunità della Florida.
Quando però si passa all'ambientazione delle vicende e ai dettagli del quadro il discorso cambia radicalmente: per Crockett e Tubbs niente berline d'annata coi parafanghi ammaccati, bensì fiammanti sportive dai colori squillanti; niente sudici giacconi o vestiti stazzonati, ma eleganti completi che solo nel corso di un'azione particolarmente vivace possono subire qualche danno; belle ragazze in costume e ville principesche, ambienti esclusivi e barche d'altura sapientemente dosate; non manca neppure un tocco di eccentricità con Elvis, l'alligatore che sorveglia come un mastino la barca dove Sonny è andato ad abitare dopo la separazione.
È chiaro che non manca la violenza né sono del tutto assenti rapidi scorci di realtà urbane degradate: ma il quadro d'insieme proposto è quello di un prodotto che ambisce ad essere più raffinato rispetto alla media e l'impressione è rafforzata dalla stessa colonna sonora che utilizza successi internazionali piuttosto che affidarsi ad anonime composizioni: quanto basta, insomma, per far breccia nello spettatore più incallito.
© Massimo Carloni e "Rocca"